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Salve,
sono separata di fatto da circa 4 anni, di cui 3 anni in casa
(mio marito ha lasciato la casa coniugale nel luglio 2000) e ho
due bambine che vivono con me.
Sono
in corso le udienze per la separazione consensuale, l'accordo
è su tutto tranne che sulla parte economica.
Io
lavoro come dipendente pubblico e il padre delle bambine contribuisce
al loro mantenimento, quando si ricorda, con un assegno mensile
assai modesto ([omissis] per entrambe, né versa
alcun contributo quando percepisce la tredicesima o altre cifre
accessorie).
Non partecipa alle altre spese, pur indispensabili, come quelle
sanitarie (visite specialistiche e relative protesi), scolastiche
(libri, spese per viaggi d'istruzione, ecc. - anzi, fa "finta
di partecipare" con l'acquisto di qualche quaderno non adatto
alla classe di frequenza e ad anno scolastico ormai inoltrato),
soggiorni climatici per minori organizzati dal mio (e suo) ente
assistenziale e a cui le nostre bambine hanno tanto bisogno (io
non posso permettermi alcuna vacanza, vista la situazione economica).
Lui sostiene, così come ha documentato, di percepire un reddito
inferiore al mio, di aver debiti contratti dopo la separazione
(in regime di matrimonio, come dichiara) e il conto bancario scoperto.
A tal fine, voglio far presente che il mio reddito mensile è,
sì, superiore al suo (percepisco [omissis] rispetto
ai suoi [omissis]) ma:
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La casa coniugale non è di proprietà mia né sua ma in affitto:
pago £ [omissis] al mese "in nero" (purtroppo!!),
e dovrò lasciarla nel 2003 (sto per ricevere il preavviso di
sfratto);
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Affronto una rata mensile di [omissis] per l'acquisto
di un'utilitaria indispensabile per le esigenze familiari;
-
Ho una trattenuta mensile sullo stipendio di [omissis]
a causa di un mutuo che ho dovuto contrarre per assolvere diversi
debiti che mi sono rimasti dopo che lui è andato via (intestati
a me poiché all'epoca solo io avevo un contratto di lavoro a
tempo indeterminato; inoltre siamo in regime di separazione
di beni).
Detto
questo, vi chiedo:
1.
Come posso fare affinché lui assolva adeguatamente ai suoi doveri
economici verso le figlie? (per "adeguatamente" intendo la partecipazione
al 50% di tutte le spese, di mantenimento e accessorie)
2.
E' possibile costringerlo a contribuire all'assolvimento dei debiti
contratti durante il matrimonio?
3.
Dal momento che lui dichiara (e documenta, sic!) di essere "indigente"
nonostante possieda uno stipendio quale dipendente pubblico e
dati i suoi frequenti ritardi nella corresponsione dell'assegno
di mantenimento, è possibile chiedere da subito la trattenuta
della cifra dal datore di lavoro? .
N.d.r.
Le cifre sono state omesse per volere dell'interessata.
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Cara
[omissis],
ho
letto la tua lettera e brevemente.
Ti
rispondo che per risolvere tutti i problemi posti la soluzione
migliore è quella di inserire tutte le tue richieste dettagliatamente
nelle condizioni della separazione.
Cioè,
devi "pretendere" che tra le condizioni che poi verranno omologate
dal tribunale (nel caso continuate con il rito consensuale) o
che verranno previste in una sentenza (se trasferite il tutto
in via giudiziale) venga inserito:
a)
un riconoscimento di debito da parte di tuo marito per le obbligazioni
contratte durante il matrimonio per la famiglia;
b)
un contributo al mantenimento dei figli , almeno 200/ 250 euro
a figlio da corrisponderi anticipatamente entro il giorno 5 di
ogni mese;
c)
ripartizione al 50% delle spese scolastiche (tasse, libri di testo,
tasse universitarie), mediche ( visite specialistche, ricoveri
ospedalieri, medicinali e quanto non coperto dal SSN), extrascolastiche,
per attività sportive, artistiche, ludiche.
Poichè,
infatti, il decreto di omologa o la sentenza di separazione costituisce
titolo esecutivo, in caso di ritardo o inadempimento potrai immediatamente,
entro un termine di 10 giorni azionare il tuo diritto richiedendo
il pignoramento mobiliare nei suoi confronti che potrà aversi
anche con trattenute , fino ad 1/5, del suo stipendio.
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